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Namastè e uno splendido pomeriggio !

Il serpente e la lucciola

Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l’impossibile per fuggire dal serpente.
Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po’ di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente: Posso farti tre domande?
Il serpente le rispose: – “Non sono abituato a rispondere a nessuno però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere!” –
– “Domanda numero 1: appartengo alla tua catena alimentare?” – chiese la lucciola.
“- No!” – rispose il serpente.
– “Domanda numero 2: Ti ho fatto qualcosa di male?” – disse la lucciola
– “No, assolutamente!” – Tornò a rispondere il serpente.
– “Domanda numero 3: E allora…. perché vuoi mangiarmi?”
– “Perché non sopporto vederti brillare!”
lucciole

Morale

In varie occasioni può capitare di incontrare persone che ti criticano, condannano, etichettano, sebbene tu non abbia mai fatto loro qualcosa di male, e malgrado tu ti sia dimostrato gentile con loro. E tutto ciò avviene perché, così come la lucciola, possiedi la tua luce interiore, illumini il tuo cammino e il cammino di molti che camminano nell’oscurità. Brilli più degli altri, come fa la lucciola di notte e questo è difficile da sopportare per alcune persone, perché non hanno quella luce interiore, quel brillio proprio e soffrono vedendoti brillare.
Sono persone che vivono nell’infelicità. Tu non smettere mai di essere te stesso, di illuminare con quella tua luce, anche se questo dà fastidio a coloro che vivono nella totale penombra.

LA BELLEZZA È NELLA LUCE DEL CUORE

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Se sei un corvo con il becco tutto giallo

rimani nero e non fare il pappagallo.

Se sei giraffa mostra fiera quel tuo collo

se sei tacchino non ti trasformare in pollo.

Se sei lombrico e non vuoi aver rivali

non ti spacciare per un cobra con gli occhiali.

E l’ippopotamo che sta leggero a galla

non può volare come fosse una farfalla.

Ognuno è bello quando ciò che vedi fuori

ti rappresenta veramente i suoi colori.

Ognuno è bello per com’è, per quel che vale

e non importa se son grilli o son cicale

 

(L’alfabeto dei Sentimenti Fatatrac)

I SEI CIECHI E L’ELEFANTE

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C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città. I sei saggi erano ciechi.

Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei saggi volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto essendo ciechi?

“Io lo so”, disse il primo saggio, “lo toccheremo”

 “Buona idea”, dissero gli altri ,”così scopriremo com’è fatto un elefante.”

I sei saggi così andarono dall’elefante.

Il primo saggio si avvicinò all’animale e gli toccò l’orecchio grande e piatto. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro, producendo una bella arietta fresca e disse: “L’elefante è come un grande ventaglio”.

Il secondo saggio invece toccò la gamba; “Ti sbagli. L’elefante è come un albero”, affermò.

“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una corda”, mentre gli toccava la coda.

Subito dopo il quarto saggio toccò con la mano la punta aguzza della zanna. “Credetemi, l’elefante è come una lancia”, esclamò.

“No, no”, disse il quinto saggio, “che sciochezza!”, “l’elefante è simile ad un’alta muraglia”, mentre toccava il fianco alto dell’elefante.

Il sesto nel frattempo aveva afferrato la proboscide. “Avete torto tutti”, disse, “l’elefante È come un serpente!”

“No, come una fune”

“No, come un ventaglio”

“Come un serpente”

“Muraglia!”

“Avete torto! No, ho ragione io!”

I sei ciechi per un’ora continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono mai a scoprire come fosse fatto un elefante!

 

Parabola Indù – La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni.