LA BELLEZZA È NELLA LUCE DEL CUORE

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Se sei un corvo con il becco tutto giallo

rimani nero e non fare il pappagallo.

Se sei giraffa mostra fiera quel tuo collo

se sei tacchino non ti trasformare in pollo.

Se sei lombrico e non vuoi aver rivali

non ti spacciare per un cobra con gli occhiali.

E l’ippopotamo che sta leggero a galla

non può volare come fosse una farfalla.

Ognuno è bello quando ciò che vedi fuori

ti rappresenta veramente i suoi colori.

Ognuno è bello per com’è, per quel che vale

e non importa se son grilli o son cicale

 

(L’alfabeto dei Sentimenti Fatatrac)

I SEI CIECHI E L’ELEFANTE

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C’erano una volta sei saggi che vivevano insieme in una piccola città. I sei saggi erano ciechi.

Un giorno fu condotto in città un elefante. I sei saggi volevano conoscerlo, ma come avrebbero potuto essendo ciechi?

“Io lo so”, disse il primo saggio, “lo toccheremo”

 “Buona idea”, dissero gli altri ,”così scopriremo com’è fatto un elefante.”

I sei saggi così andarono dall’elefante.

Il primo saggio si avvicinò all’animale e gli toccò l’orecchio grande e piatto. Lo sentì muoversi lentamente avanti e indietro, producendo una bella arietta fresca e disse: “L’elefante è come un grande ventaglio”.

Il secondo saggio invece toccò la gamba; “Ti sbagli. L’elefante è come un albero”, affermò.

“Siete entrambi in errore”, disse il terzo. “L’elefante è simile a una corda”, mentre gli toccava la coda.

Subito dopo il quarto saggio toccò con la mano la punta aguzza della zanna. “Credetemi, l’elefante è come una lancia”, esclamò.

“No, no”, disse il quinto saggio, “che sciochezza!”, “l’elefante è simile ad un’alta muraglia”, mentre toccava il fianco alto dell’elefante.

Il sesto nel frattempo aveva afferrato la proboscide. “Avete torto tutti”, disse, “l’elefante È come un serpente!”

“No, come una fune”

“No, come un ventaglio”

“Come un serpente”

“Muraglia!”

“Avete torto! No, ho ragione io!”

I sei ciechi per un’ora continuarono a urlare l’uno contro l’altro e non riuscirono mai a scoprire come fosse fatto un elefante!

 

Parabola Indù – La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni.

DOVE SI NASCONDE LA FELICITÀ?

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Se pensate che la pace e la felicità siano da qualche altra parte e correte dietro di loro, non arriverete mai. Quello che non ci diamo la pena di trovare dentro di noi, non verrà mai scoperto trasportando il nostro corpo di quà e di là.

Soltanto quando capirete che qualsiasi cosa  desiderate è già presente in voi e solo aspetta di essere portata alla luce, allora in quel momento troverete la serenità anelata.

I principali ingredienti per trovare la giusta strada sono a portata di mano: ritagliatevi un momento nella frenetica giornata solo per voi, anche per solo dieci minuti siate coscienti della vostra persona e quanto vi sta attorno; forza di volontà; e per ultimo fede che quello che tanto desiderate è già avvenuto.

Sicuramente è molto più facile dirsi che a farsi, ma vale veramente la pena di provarci !!!

MANTRA “OM”

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La parola Mantra è formata da due radici sanscrite: MAN da manas significa mente, e TRA significa attraverso. Il mantra serve a calmare la mente e ci induce allo stato meditativo.

“Om” è il più noto mantra comune a tutte le tradizioni, e viene anche chiamato Pranava mantra o mantra primordiale, perciò è l’essenza di ogni qualsiasi mantra, rituale, testo sacro o aspetto del Divino. “Om” è considerato il suono universale, forma fonica dell’assoluto. Secondo i Veda, il suono è alla base di tutta la creazione; tutto ciò che è manifesto nel cosmo ha la natura di un suono, con una certa intensità e frequenza.

Il monosillabo “Om” è composto da tre lettere che rappresentano la Trimurti, cioè, i tre aspetti della divinità suprema:

A – Brahma, il principio Creatore

U – Vishnu, colui che conserva e protegge

M – Shiva, il distruttore

Il silenzio che segue corrisponde al quarto stato di coscienza, chiamato Turiya. È lo stato di beatitudine in cui l’individuo riconosce l’identità con il principio fondamentale.

LAMPADE DI SALGEMMA

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Ogni giorno tutti noi trascorriamo molte ore in locali chiusi: in casa, al lavoro o in palestra, la maggior parte della nostra giornata viene vissuta tra le mura di una stanza. Il più delle volte siamo a stretto contatto per ore con altre persone o con elettrodomestici e computer.

E’ ovvio che l’atmosfera della stanza in cui svolgiamo le nostre attività ne risenta, riempiendosi di elettrosmog, anidride carbonica e ioni positivi. In particolar modo questi ultimi, se non opportunamente riequilibrati con gli antagonisti, gli ioni negativi, sono tra i responsabili di sonnolenza, spossatezza e indebolimento psico-fisico.

Uno dei modi più semplici e sicuri per purificare l’aria e riequilibrare ioni positivi e negativi è usare una lampada di salgemma. Il salgemma è un sale naturale cristallizzato formatosi circa 250 milioni di anni fa dalla lenta essiccazione del mare.